Se dovessimo riassumere l’anima profonda di Naturalmente Pianoforte, la parola chiave sarebbe Gesamtkunswerk: l’Opera d’Arte Totale. Sotto la direzione artistica del visionario artista contemporaneo Afran, questa sezione del festival non si limita alla dimensione musicale, ma si trasforma in una vera e propria sinestesia in cui le arti visive e performative si fondono con il suono in un unico organismo coerente, guidate dal potente tema conduttore “Nessun genere di confine”.
L’esperienza curata da Afran diventa diffusa e immersiva fin nei luoghi fisici del festival: al La.B (ex lanificio di Pratovecchio), la mostra temporanea di Elisa Zadi fonde poeticamente la figura umana e il paesaggio circostante, mentre l’installazione site-specific di Sara Lovari invita il pubblico a un gioco interattivo e introspettivo. Il vero cuore pulsante di questa fusione sensoriale sono però le BAN (Botteghe d’Arte in Natura): veri e propri presidi di creatività in cui i nostri maestri d’arte prenderanno d’assalto i borghi, lavorando dal vivo e in tempo reale in perfetta armonia con i musicisti e i loro pianoforti. È un affascinante ritorno alla dimensione della bottega storica, dove la magia del processo creativo si mostra a cielo aperto davanti agli occhi di visitatori di tutte le età.
I confini tra le discipline sfumano ulteriormente grazie ai numerosi laboratori dedicati ai più giovani, tra cui spicca il progetto di danza contemporanea di Chiara Andreani – performer con alle spalle collaborazioni del calibro di Marina Abramović e la cerimonia delle Olimpiadi Invernali di Milano – e all’imperdibile show multisensoriale della storica dell’arte Simona Bartolena, che racconterà gli storici incontri tra note e colori affiancata dal pianista Luis di Gennaro e dall’artista Afran. E quando la musica e i pennelli si fermano, la condivisione continua: ogni serata culminerà nell’atmosfera bohémienne del Salotto di Silvia, uno spazio informale al La.B, guidato da Silvia Rossi dove artisti, musicisti e curiosi potranno confrontarsi, svelando i retroscena e le motivazioni della propria pratica artistica.
A guidarci in questo viaggio totale saranno i nostri maestri d’arte: Silvio Boselli, Alessia Zari, Pierre Pintor, Savina Foresti, Samuele Piardi, Barbara Fumagalli, Sara Lovari, Elisa Zadi e Afran. Preparatevi a entrare in un racconto unico, dove l’arte non ha barriere.
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Nato a Vaprio d’Adda (MI) Italia, nel 1972, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1996.
Nel 2002, insieme ad altri 4 artisti artigiani, fonda la cooperativa sociale L.P.K, che si occupa di attività creative nell’ambito della disabilità psicofisica e dove gli strumenti di lavoro sono la ceramica, la pittura e l’incisione.
Ha anche intrapreso una carriera personale nella ricerca artistica che lo vede coinvolto in vari progetti espositivi in Europa, Giappone, India, Brasile e Stati Uniti. Attualmente vive tra Italia e Giappone.
Sono curioso. Da sempre mi muovo tra arte, gioco e narrazione. Mondi interconnessi. Alla ricerca di ciò che si nasconde oltre l’apparenza, tra le pieghe del reale, gli spazi bianchi delle parole, i silenzi tra le note. Mi piace lasciarmi sorprendere dall’acqua e dal colore.
La mia ricerca artistica nasce dal tema dell’identità intesa come unicità primordiale, vuoto originario da esplorare e definire. Attraverso un linguaggio gestuale, informale, segno e movimento diventano strumenti espressivi immediati, guidati da impulsi ed emozione. Accanto alla pittura utilizzo anche linguaggi video, fotografici e recentemente scultorei digitali trasformando l’assenza, il vuoto , in una presenza poetica e in uno spazio di possibilità
La mia ricerca artistica è in stretto contatto con la natura, che è perenne fonte di ispirazione. Quel che cerco è profondo , intimo ed ha che fare con l’animo .
Mi interessa la luce, l’equilibrio e il bello, in ogni sua forma. Credo che il bello sia un valore dell’anima e che quindi si può cercare e condividere con chiunque .
Vivo grazie all’immaginazione, socchiudo gli occhi , percepisco mondi altri, quindi anche fantastici e cerco di trasferirli su carta, tela o qualunque altro supporto disponibile.
Il centro della questione è la presenza ; esserci garantisce il giusto percorso, perché reale . Cambiano energie, linee e scelte dei colori e, invisibilmente , un’opera prende vita, nella vita.
Una pratica artistica interdisciplinare che integra diversi linguaggi, dalla fotografia al suono, dal disegno al video, con una particolare attenzione alle questioni ambientali e al rapporto tra essere umano e natura
La mia ricerca è ricca di polvere, libri antichi, cassetti che profumano di borotalco e oggetti rotti che cercano di raccontare un passato che ha consentito di aprire le porte ad un futuro veloce e sfuggente. Cerco di riportare quell’attimo di pace e riflessione che ognuno di noi ha bisogno per ritrovare anche se per poco la voce interiore che ci fa ritornare un po’ Umani.
Le mie mani sono solo un mezzo che assembla oggetti che ancora hanno tanto da raccontare Senza malinconia ma tanta Speranza e Voglia di Riscatto.
Ad essi aggiungo un’altra cosa potentissima che è la Parola , essa è carezza e pugnale , dolce e amara, è Cura e Ferita… è la Cura alle Ferite.
Il lavoro di Elisa Zadi esplora le questioni della femminilità, dell’identità e dell’appartenenza attraverso il ritratto e l’autoritratto. Il suo percorso si sviluppa indagando la connessione fra uomo e natura sia in senso introspettivo che antropologico e simbolico. Artista poliedrica si occupa di pittura, installazione, performance e poesia.
Per me la danza nasce molto prima della forma.
Nasce da un’intenzione, da qualcosa di interno che attraversa il corpo e si trasforma in movimento, creando uno spazio autentico e in armonia.
Al centro della mia ricerca artistica mi piace mettere l’intenzione del gesto.
Un gesto realmente connesso al corpo diventa il punto d’unione tra il semplice movimento e la
danza.
Il movimento nasce come conseguenza dell’ascolto, seguendo il modo in cui ciascuno sente la
necessità di muoversi. Quando improvviso o lavoro sulla ricerca di movimento, cerco di sentire
ogni parte del corpo collegata, per lasciare poi che il movimento emerga spontaneamente. È
proprio questo aspetto della ricerca che sento più vicino: uno spazio privo di giudizio, dove anche
l’imperfezione, l’istinto o ciò che inizialmente sembra “sbagliato” possono trasformarsi in
possibilità nuove e autentiche.
Più ci si affida al processo, più il corpo trova modi sinceri e inaspettati di esprimersi.
Anche chi non fa parte della carovana potrà sperimentare almeno per un giorno questo modo di vivere il festival, aderendo ad una o più delle proposte giornaliere sotto descritte. Quelli proposti sono itinerari adatti anche alle famiglie.
Mercoledì 17 Luglio
con la Carovana al Laghetto di Asqua – Moggiona
Ritrovo: ore 14:00 Punto Informazioni di Camaldoli e Spostamento con le macchine sulla strada di Asqua.
Escursione: La linea Gotica – La Rota incontro con La Carovana – Laghetto di Asqua con Miriam Bardini.
Lunghezza 4 Km Dislivello 100 m
Spostamento con le auto a Moggiona
Ore 19:00 Concerto a Moggiona di Luca Mauceri e Donato Cedrone
Giovedì 18 Luglio
con la Carovana a Serravalle e Camaldoli
Ritrovo: ore 14:00 presso il Punto Informazioni di Camaldoli e spostamento con le auto a Serravalle.
Escursione Serravalle – Camaldoli, incontro con la Carovana e con Monaco del Monastero – Tappa artistica al Castagno Miraglia con Miriam Bardini – Serravalle.
Lunghezza 5 Km Dislivello 100 m
ore 21:00 Concerto a Serravalle di Giovanni Vannoni
Venerdì 19 Luglio
con la Carovana al Fosso di Acquafredda e Fosso del Puntone – Badia Prataglia
Ritrovo ore 9:00 Punto Informazioni di Badia Prataglia
Escursione: Badia Prataglia – Fosso di Acquafredda Incontro con La Carovana – loc. Capanno – Buca delle fate – Campo dell’Agio. Tappe artistiche con Miriam Bardini e Luca Mauceri, laboratori di land art con Martina Botta e Nicola Doni
Lunghezza 10 Km Dislivello 300 m
Ora 21:00 Concerto del Duo Gelli Cuseri presso la Pieve di Santa Maria Assunta
Sabato 20 Luglio
con la Carovana a Corezzo – Passo Serra – Biforco
Ritrovo: ore 9:00 a Corezzo
Corezzo – Sentiero 00 (incontro con la carovana) – Passo Serra – Serra di Sopra – Biforco con tappa artistica di Luca Mauceri e Miriam Bardini
Lunghezza 12,5 Km Dislivello 390 m
ore 18:30 Concerto a Corezzo di Davide Scagno
Per aderire alle proposte giornaliere è obbligatorio prenotare scrivendo a prenotazioni@orostoscana.it o chiamando al 370 1318284.
La quota delle uscite giornaliere è di 15 euro a persona. La partecipazione ai concerti del festival è gratuita. Ogni serata sarà possibile usufruire, a proprie spese, della cena proposta dalla proloco del borgo (vedi il link ad ogni concerto per informazioni sulle eventuali prenotazioni).
Luogo di inizio e fine del trekking: Pratovecchio, Piazza Jacopo Landino
– Partenza alle ore 9 di mercoledì 17 luglio e rientro alle 17.30 di domenica 21.
– Possibilità di aggregarsi anche dalla mattina di venerdì 19, arrivando con mezzi propri a Serravalle entro le ore 9.
Quota di partecipazione individuale:
– quota intera (5 giorni/4 notti): € 522;
– quota ridotta (3 giorni/2 notti): € 299.
– La quota intera comprende: 4 pernottamenti (in appartamento a Moggiona, in rifugio gestito a Badia Prataglia, in struttura religiosa a Serravalle e Corezzo), 4 colazioni, 5 pranzi al sacco e 4 cene per tutta la durata del cammino. Acqua ai pasti. 1 guida ambientale per tutta la durata del soggiorno. Noleggio e-bike e guida per il rientro da Partina a Pratovecchio. Assicurazione annullamento. Iva e servizio.
– La quota ridotta comprende tutto quanto incluso nella quota intera tranne i pasti, i pernottamenti e i servizi precedenti a venerdì 19 ore 9.
Le quote non comprendono: trasporto da e per Pratovecchio, eventuali tasse di soggiorno; extra e quanto non espressamente indicato
Può essere considerato un trekking di media difficoltà: richiede un certo spirito di adattamento e la voglia di una vacanza diversa, camminando immersi nella natura e attraversando piccole località.
Le tappe giornaliere, descritte singolarmente negli appositi riquadri, sono lunghe circa 15 km e i dislivelli positivi sono intorno ai 500 m, tranne il primo giorno in cui sono previsti circa 750 m. Il cammino si svolge prevalentemente su sentieri ufficiali, carrarecce e strade.
Lungo il percorso sono previsti incontri, letture e tappe artistiche e saranno effettuate delle riprese al fine della realizzazione di un documentario sull’esperienza. Staremo sul sentiero dalle 7 alle 9 ore al giorno (soste incluse). Lo zaino va portato sulle spalle lungo tutto il tragitto, tranne il tratto in bici per il rientro finale da Partina a Pratovecchio, in cui potremo affidarlo a una navetta.
La ricettività è sempre confortevole ma talvolta spartana, le camere e il bagno sono sempre in condivisione fra più persone. Chi non fosse abituato a questo tipo di esperienza deve mettere in conto che può rappresentare una certa sfida personale.
Il programma e il tipo di esperienza proposta non sono adatti a consentire la partecipazione di animali e bambini.