Loc. Molin di Bucchio
Pratovecchio Stia (AR)
ALESSANDRO VOLPONE
“Noi siamo allevatori di pesce, per dirla in breve. Acquacoltori, in gergo. Ma soprattutto abbiamo intrapreso un cammino nel mondo acquatico e negli ecosistemi d’acqua dolce: abbiamo imparato a conoscere l’ecologia dei fiumi, ad allevare pesci di alta qualità in modo compatibile con l’ambiente e a lavorare per la conservazione delle specie a rischio che popolano i corsi d’acqua dell’Appennino.”
“L’acqua ti incanta. Fin da piccolo stavo ore a guardarla, a vedere passare i pesci. Era un’attrazione che non saprei spiegare”, racconta Alessandro.
La storia di Antica Acquacoltura parte da lì, da un’attrazione per l’acqua e per quello che succede sotto la sua superficie. Al Molin di Bucchio, alle sorgenti dell’Arno, Andrea Gambassini, Alessandro Volpone, Claudio Gambassini e Sara Baldini hanno trovato il luogo in cui dare forma a una passione diventata lavoro: allevare pesci, studiare gli ecosistemi acquatici, custodire specie che appartengono ai fiumi dell’Appennino.
L’impianto è uno dei più antichi della zona. Recuperarlo ha significato rimettere in funzione vasche, spazi di riproduzione, acqua, relazioni. Non solo per produrre pesce destinato all’alimentazione, ma anche per creare un luogo di conservazione della biodiversità acquatica. Qui si lavora su specie autoctone come la trota appenninica, il barbo tiberino, il ghiozzo di ruscello, il cavedano etrusco. Pesci piccoli solo in apparenza, perché dentro il fiume hanno ruoli precisi: tengono puliti i corsi d’acqua, costruiscono relazioni con altre specie, abitano un paesaggio sommerso che di solito non vediamo.
Ogni specie ha un carattere. Il barbo è gregario, vive in gruppo, forma famiglie e gerarchie. Il ghiozzo maschio custodisce le uova e difende il nido. Il cavedano è attivo, resistente, rapido. La trota sale più in alto, dove l’acqua è fredda e il torrente diventa montagna. “La natura non fa niente a caso”, raccontano. E il loro lavoro consiste anche nel capire questo ordine nascosto, nel rispettarlo, nel tradurlo in gesti quotidiani.
Accanto alla conservazione c’è l’allevamento alimentare. Le trote crescono a bassa densità, con mangime biologico, pulizia manuale, attenzione continua. Non è un allevamento industriale e ogni passaggio è curato personalmente nei minimi dettagli. Le foreste danno sfumature di sapore ai nostri prodotti. Il ritmo lo decide l’acqua. In primavera arrivano le uova e l’attenzione deve essere massima. In estate il caldo impone prudenza: si dà da mangiare presto, quando c’è più ossigeno, si controllano le temperature, si rallenta se serve. In autunno le foglie delle foreste cadono nel fiume e attraversano l’impianto. In inverno ricomincia la stagione riproduttiva di trote e salmerini. Ogni mese porta un compito diverso.
Il pesce viene venduto intero, a ristoranti, gruppi di acquisto e privati che arrivano fino al mulino. Ma quello che Antica Acquacoltura porta dentro Viveri non è solo un prodotto. È un modo di guardare l’acqua come origine, ambiente, alimento, responsabilità. Un mestiere che nasce dall’incanto e diventa conoscenza. Un luogo dove il fiume non è sfondo, ma materia viva.
Torna su
Anche chi non fa parte della carovana potrà sperimentare almeno per un giorno questo modo di vivere il festival, aderendo ad una o più delle proposte giornaliere sotto descritte. Quelli proposti sono itinerari adatti anche alle famiglie.
Mercoledì 17 Luglio
con la Carovana al Laghetto di Asqua – Moggiona
Ritrovo: ore 14:00 Punto Informazioni di Camaldoli e Spostamento con le macchine sulla strada di Asqua.
Escursione: La linea Gotica – La Rota incontro con La Carovana – Laghetto di Asqua con Miriam Bardini.
Lunghezza 4 Km Dislivello 100 m
Spostamento con le auto a Moggiona
Ore 19:00 Concerto a Moggiona di Luca Mauceri e Donato Cedrone
Giovedì 18 Luglio
con la Carovana a Serravalle e Camaldoli
Ritrovo: ore 14:00 presso il Punto Informazioni di Camaldoli e spostamento con le auto a Serravalle.
Escursione Serravalle – Camaldoli, incontro con la Carovana e con Monaco del Monastero – Tappa artistica al Castagno Miraglia con Miriam Bardini – Serravalle.
Lunghezza 5 Km Dislivello 100 m
ore 21:00 Concerto a Serravalle di Giovanni Vannoni
Venerdì 19 Luglio
con la Carovana al Fosso di Acquafredda e Fosso del Puntone – Badia Prataglia
Ritrovo ore 9:00 Punto Informazioni di Badia Prataglia
Escursione: Badia Prataglia – Fosso di Acquafredda Incontro con La Carovana – loc. Capanno – Buca delle fate – Campo dell’Agio. Tappe artistiche con Miriam Bardini e Luca Mauceri, laboratori di land art con Martina Botta e Nicola Doni
Lunghezza 10 Km Dislivello 300 m
Ora 21:00 Concerto del Duo Gelli Cuseri presso la Pieve di Santa Maria Assunta
Sabato 20 Luglio
con la Carovana a Corezzo – Passo Serra – Biforco
Ritrovo: ore 9:00 a Corezzo
Corezzo – Sentiero 00 (incontro con la carovana) – Passo Serra – Serra di Sopra – Biforco con tappa artistica di Luca Mauceri e Miriam Bardini
Lunghezza 12,5 Km Dislivello 390 m
ore 18:30 Concerto a Corezzo di Davide Scagno
Per aderire alle proposte giornaliere è obbligatorio prenotare scrivendo a prenotazioni@orostoscana.it o chiamando al 370 1318284.
La quota delle uscite giornaliere è di 15 euro a persona. La partecipazione ai concerti del festival è gratuita. Ogni serata sarà possibile usufruire, a proprie spese, della cena proposta dalla proloco del borgo (vedi il link ad ogni concerto per informazioni sulle eventuali prenotazioni).
Luogo di inizio e fine del trekking: Pratovecchio, Piazza Jacopo Landino
– Partenza alle ore 9 di mercoledì 17 luglio e rientro alle 17.30 di domenica 21.
– Possibilità di aggregarsi anche dalla mattina di venerdì 19, arrivando con mezzi propri a Serravalle entro le ore 9.
Quota di partecipazione individuale:
– quota intera (5 giorni/4 notti): € 522;
– quota ridotta (3 giorni/2 notti): € 299.
– La quota intera comprende: 4 pernottamenti (in appartamento a Moggiona, in rifugio gestito a Badia Prataglia, in struttura religiosa a Serravalle e Corezzo), 4 colazioni, 5 pranzi al sacco e 4 cene per tutta la durata del cammino. Acqua ai pasti. 1 guida ambientale per tutta la durata del soggiorno. Noleggio e-bike e guida per il rientro da Partina a Pratovecchio. Assicurazione annullamento. Iva e servizio.
– La quota ridotta comprende tutto quanto incluso nella quota intera tranne i pasti, i pernottamenti e i servizi precedenti a venerdì 19 ore 9.
Le quote non comprendono: trasporto da e per Pratovecchio, eventuali tasse di soggiorno; extra e quanto non espressamente indicato
Può essere considerato un trekking di media difficoltà: richiede un certo spirito di adattamento e la voglia di una vacanza diversa, camminando immersi nella natura e attraversando piccole località.
Le tappe giornaliere, descritte singolarmente negli appositi riquadri, sono lunghe circa 15 km e i dislivelli positivi sono intorno ai 500 m, tranne il primo giorno in cui sono previsti circa 750 m. Il cammino si svolge prevalentemente su sentieri ufficiali, carrarecce e strade.
Lungo il percorso sono previsti incontri, letture e tappe artistiche e saranno effettuate delle riprese al fine della realizzazione di un documentario sull’esperienza. Staremo sul sentiero dalle 7 alle 9 ore al giorno (soste incluse). Lo zaino va portato sulle spalle lungo tutto il tragitto, tranne il tratto in bici per il rientro finale da Partina a Pratovecchio, in cui potremo affidarlo a una navetta.
La ricettività è sempre confortevole ma talvolta spartana, le camere e il bagno sono sempre in condivisione fra più persone. Chi non fosse abituato a questo tipo di esperienza deve mettere in conto che può rappresentare una certa sfida personale.
Il programma e il tipo di esperienza proposta non sono adatti a consentire la partecipazione di animali e bambini.