San Godenzo (FI)
EMANUELE PIANI
“Guarda, partendo da destra ci sono Monte Acuto, le Crocicchie, il Monte Falterona, il Monte Falco. A sinistra si apre il poggio di Pian Cancelli e ci sono le Rondinaie, pareti rocciose che al tramonto diventano stupende. Più in là si vedono il Giogo e la cascata del Piscino, con un salto bellissimo.
Quando mi chiedi che cosa mi ha portato a fare questo lavoro, e a farlo qui, in fondo la risposta è tutta davanti agli occhi: questo è il mio ufficio”.
Alla Castellina la storia personale si intreccia con quella del podere. Qui ha vissuto l’ultimo mezzadro della valle, con una cultura contadina ancora piena. Alberi da frutta, animali, formaggio, grano. Quando quella famiglia lascia il podere, nel 2002, resta una continuità da raccogliere. “Nel 2002 ho sentito la necessità di continuare quello che loro avevano portato avanti”, racconta. Da lì nasce la scelta di fare dell’azienda agricola una forma di prosecuzione viva, non solo affettiva.
Nel 2018, insieme alla moglie Linda, agronoma, prende forma l’Azienda agricola La Castellina. Qui la castagnocoltura è il cuore del lavoro, ma attorno ci sono anche le vacche romagnole, una ventina di capi in alpeggio da maggio a ottobre, le patate biologiche, le antiche varietà recuperate, i fagioli, il meleto. “Noi viviamo di agricoltura e uniamo tradizione e innovazione”, dice, e nel suo caso è una formula praticata ogni giorno. La tradizione è il metodo, l’innovazione è la capacità di tenerlo vivo oggi, dentro un’economia reale e dentro un racconto contemporaneo del territorio.
Il prodotto che più rappresenta questa visione è la farina di marroni. Nasce ancora con il metodo tradizionale, dentro un essiccatoio che per molti anni è stato l’unico di tutta la valle. Una casetta in pietra a due piani, sotto il fuoco di legna di castagno, sopra i marroni a essiccare per sessanta giorni. “Il fuoco non si deve mai spegnere”, dice. In questa frase c’è sia il gesto tecnico sia il valore simbolico di una pratica che tiene insieme memoria, attenzione e continuità. Un tempo quella farina serviva al sostentamento familiare durante l’inverno. Oggi è diventata un prodotto richiesto, ricercato, capace di portare valore economico e identitario.
Il racconto della Castellina si allarga oltre il prodotto e diventa uno sguardo sulla valle, sul suo isolamento, sul suo fascino, sulla sua autenticità. A un certo punto quel discorso si condensa in una frase netta. “Ci hanno sempre chiamato zone marginali, ma dipende dai punti di vista. Chi arriva da fuori coglie subito il valore di questi luoghi. Ora serve una leva culturale capace di restituirlo anche a chi qui è nato e cresciuto, e di aiutarlo a riconoscerlo fino in fondo”. Quando poi indica le montagne, il Falterona, il Falco, le pareti rocciose, la cascata del Piscino, e chiama tutto questo “questo ufficio qui”, si capisce che il suo lavoro nasce da un’appartenenza profonda, diventata progetto agricolo e visione pubblica del territorio.
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Anche chi non fa parte della carovana potrà sperimentare almeno per un giorno questo modo di vivere il festival, aderendo ad una o più delle proposte giornaliere sotto descritte. Quelli proposti sono itinerari adatti anche alle famiglie.
Mercoledì 17 Luglio
con la Carovana al Laghetto di Asqua – Moggiona
Ritrovo: ore 14:00 Punto Informazioni di Camaldoli e Spostamento con le macchine sulla strada di Asqua.
Escursione: La linea Gotica – La Rota incontro con La Carovana – Laghetto di Asqua con Miriam Bardini.
Lunghezza 4 Km Dislivello 100 m
Spostamento con le auto a Moggiona
Ore 19:00 Concerto a Moggiona di Luca Mauceri e Donato Cedrone
Giovedì 18 Luglio
con la Carovana a Serravalle e Camaldoli
Ritrovo: ore 14:00 presso il Punto Informazioni di Camaldoli e spostamento con le auto a Serravalle.
Escursione Serravalle – Camaldoli, incontro con la Carovana e con Monaco del Monastero – Tappa artistica al Castagno Miraglia con Miriam Bardini – Serravalle.
Lunghezza 5 Km Dislivello 100 m
ore 21:00 Concerto a Serravalle di Giovanni Vannoni
Venerdì 19 Luglio
con la Carovana al Fosso di Acquafredda e Fosso del Puntone – Badia Prataglia
Ritrovo ore 9:00 Punto Informazioni di Badia Prataglia
Escursione: Badia Prataglia – Fosso di Acquafredda Incontro con La Carovana – loc. Capanno – Buca delle fate – Campo dell’Agio. Tappe artistiche con Miriam Bardini e Luca Mauceri, laboratori di land art con Martina Botta e Nicola Doni
Lunghezza 10 Km Dislivello 300 m
Ora 21:00 Concerto del Duo Gelli Cuseri presso la Pieve di Santa Maria Assunta
Sabato 20 Luglio
con la Carovana a Corezzo – Passo Serra – Biforco
Ritrovo: ore 9:00 a Corezzo
Corezzo – Sentiero 00 (incontro con la carovana) – Passo Serra – Serra di Sopra – Biforco con tappa artistica di Luca Mauceri e Miriam Bardini
Lunghezza 12,5 Km Dislivello 390 m
ore 18:30 Concerto a Corezzo di Davide Scagno
Per aderire alle proposte giornaliere è obbligatorio prenotare scrivendo a prenotazioni@orostoscana.it o chiamando al 370 1318284.
La quota delle uscite giornaliere è di 15 euro a persona. La partecipazione ai concerti del festival è gratuita. Ogni serata sarà possibile usufruire, a proprie spese, della cena proposta dalla proloco del borgo (vedi il link ad ogni concerto per informazioni sulle eventuali prenotazioni).
Luogo di inizio e fine del trekking: Pratovecchio, Piazza Jacopo Landino
– Partenza alle ore 9 di mercoledì 17 luglio e rientro alle 17.30 di domenica 21.
– Possibilità di aggregarsi anche dalla mattina di venerdì 19, arrivando con mezzi propri a Serravalle entro le ore 9.
Quota di partecipazione individuale:
– quota intera (5 giorni/4 notti): € 522;
– quota ridotta (3 giorni/2 notti): € 299.
– La quota intera comprende: 4 pernottamenti (in appartamento a Moggiona, in rifugio gestito a Badia Prataglia, in struttura religiosa a Serravalle e Corezzo), 4 colazioni, 5 pranzi al sacco e 4 cene per tutta la durata del cammino. Acqua ai pasti. 1 guida ambientale per tutta la durata del soggiorno. Noleggio e-bike e guida per il rientro da Partina a Pratovecchio. Assicurazione annullamento. Iva e servizio.
– La quota ridotta comprende tutto quanto incluso nella quota intera tranne i pasti, i pernottamenti e i servizi precedenti a venerdì 19 ore 9.
Le quote non comprendono: trasporto da e per Pratovecchio, eventuali tasse di soggiorno; extra e quanto non espressamente indicato
Può essere considerato un trekking di media difficoltà: richiede un certo spirito di adattamento e la voglia di una vacanza diversa, camminando immersi nella natura e attraversando piccole località.
Le tappe giornaliere, descritte singolarmente negli appositi riquadri, sono lunghe circa 15 km e i dislivelli positivi sono intorno ai 500 m, tranne il primo giorno in cui sono previsti circa 750 m. Il cammino si svolge prevalentemente su sentieri ufficiali, carrarecce e strade.
Lungo il percorso sono previsti incontri, letture e tappe artistiche e saranno effettuate delle riprese al fine della realizzazione di un documentario sull’esperienza. Staremo sul sentiero dalle 7 alle 9 ore al giorno (soste incluse). Lo zaino va portato sulle spalle lungo tutto il tragitto, tranne il tratto in bici per il rientro finale da Partina a Pratovecchio, in cui potremo affidarlo a una navetta.
La ricettività è sempre confortevole ma talvolta spartana, le camere e il bagno sono sempre in condivisione fra più persone. Chi non fosse abituato a questo tipo di esperienza deve mettere in conto che può rappresentare una certa sfida personale.
Il programma e il tipo di esperienza proposta non sono adatti a consentire la partecipazione di animali e bambini.